
Discuto spesso di proprietà nutrizionali e salutistiche degli alimenti, sembra sia un argomento molto sentito e il grande numero di opinioni crea sempre confusione e qualche contrasto. Navigando e leggendo diversi forum sull’alimentazione ho trovato questo interessante articolo: “Crudo e cotto“, le argomentazioni sono condivisibili e viene spiegato quale dovrebbe essere una alimentazione che segue le esigenze fisiologiche dell’organismo umano secondo la nostra evoluzione, questo altro articolo spiega come avviene l’educazione ai sapori e il rapporto con il cibo: “Imprinting biologico e culturale del cibo“. Per nostra natura dovremmo assecondare gli impulsi meno razionali senza vincolarci alle proprietà salutistiche degli alimenti, assaggiare nuovi sapori e provare nuove sensazioni arricchisce l’animo e spesso siamo appagati da queste esperienze. Sempre più spesso quando discuto di alimentazione con persone che seguono una alimentazione onnivora e considerata “tradizionale” nella nostra società sento ripetermi: “ogni tanto devi lasciarti andare e farti prendere dalla gola, l’umore ci guadagna…” con la motivazione che per vivere chiunque ha bisogno di soddisfare occasionalmente le tentazioni. Anche se evoluti siamo pur sempre degli “animali” e sono convinto che sia necessario appagare i sensi, seguire l’istinto è utile se può gratificarci e nutrire la mente. Ciò di cui ci nutriamo è solo una delle fonti alla quale attingiamo per vivere, ognuno di noi ha una propria forza vitale (legata alla salute) che ha dalla nascita e può essere in parte rinnovata. Possiamo “ricaricare” la nostra vitalità con sensazioni, sentimenti, relazioni sociali, soddisfazioni personali e nutrire la mente provando interesse per ciò che ci circonda è fondamentale. Bere ad esempio un bicchiere di buon vino o assaporare un alimento particolare può contribuire alla nostra salute grazie all’appagamento sensoriale non certo per i valori nutrizionali. I bambini sono un esempio di vitalità, sempre in movimento sono incuriositi da tutto quello che li circonda e hanno una mente simile ad una spugna pronta ad assorbire gli stimoli esterni ed è proprio nei primi anni che formiamo il gusto e la preferenza verso determinati sapori. Nella nostra normale condizione siamo però frastornati dalla enorme quantità di messaggi che ci arriva dalla società, dobbiamo consumare, spendere, mangiare abbondante tre volte al giorno ed è così da quando siamo nati. E’ molto difficile allontanare questo modo di pensare e quasi sempre si confonde un piacere del corpo con un piacere indotto, probabilmente questo avviene nella maggior parte dei casi. Considerare un alimento come una tentazione e qualcosa di appagante è spesso dovuto al valore che gli attribuiamo, siamo influenzati e desideriamo i cibi che non possiamo avere non tanto da quelli che ci appagano veramente. Quante volte abbiamo desiderato molto un dolce, un prodotto pubblicizzato e lo abbiamo caricato di aspettative, mangiamo con gli occhi e tutto ciò non avrebbe neanche la stessa importanza se abbondasse e fosse a portata di mano. La mia piccola esperienza mi ha portato a rivalutare gli alimenti non raffinati e non elaborati rinnegando in buona parte l’imprinting culturale, anche questa può essere considerato una forma di condizionamento ma forse assecondo meglio le mie sensazioni e senza dubbio provo grande appagamento, ascolto in modo più personale i miei desideri e non esito a “lasciarmi andare” e farmi prendere dalla gola. La maggior parte delle persone però non comprende e pensa che io conduca una vita di privazioni guidata dal salutismo, i miei desideri del palato quasi sempre non coincidono con quelli della grande massa, molti alimenti non mi attirano forse perché ho perso l’abitudine a consumarli. Attualmente provo grande soddisfazione nel gustare alimenti poco elaborati che mi aiutano anche a mantenere una buona forza ed equilibrio psicofisico (vedere salute). Penso sia utile ascoltare più profondamente le nostre voglie, gli animali selvatici e in parte anche i bambini molto piccoli sentono più chiari i bisogni dell’organismo e sono attirati soprattuto da alimenti semplici meno artefatti. I prodotti animali e raffinati dall’industria sono continuamente esaltati dalla società, consumarli diventa una necessità e porta facilmente ad una dipendenza, l’alimentazione è sopravvalutata e siamo frastornati dai continui messaggi che ci convincono di bisogni fittizi. Ammetto di aver cambiato modo di pensare diverse volte ma da tempo ho precise convinzioni e difficilmente tornerò sui miei passi grazie a conferme sempre più numerose. Vorrei invitare chiunque ad allontanare questo condizionamento, iniziare a godere della semplicità di ciò che è più vicino a noi rifiutando le imposizioni culturali guidate da interessi economici.
Start Slide Show with PicLens Lite