Trota trentina e mele

Scritto da mattop il 22 Mar 2010 | Crudo e vitale, Pesce

I pesci d’acqua dolce sono ideali per cotture brevi e delicate, solitamente non si pensa ad una preparazione a crudo ma la trota iridea è ottima preparata a filetto, tagliata finemente e leggermente marinata con poco aceto di mele e spezie. Come al solito è importante trovare il prodotto molto fresco ed eventualmente acquistarlo già pulito e affettato se non abbiamo una mano esperta.

Normalmente sconsiglio solo pesce pescato ma gli allevamenti italiani di trota presenti principalmente in Trentino seguono delle ottime regolamentazioni e possono garantire quasi sempre un buon prodotto, attenzione quindi alla provenienza.


Trota iridea con crema di mela e finocchio
Per 2 persone

- 400g di trota iridea in filetti puliti
- 1 mela acidula (ottima la Granny Smith)
- 1 finocchio
- 4 olive nere
- 1 cucchiaio di aceto di mele
- 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
- 10 foglioline di prezzemolo
- 1/2 cycchiaino di semi di cumino
- Sale quanto basta

Tagliare grossolanamente la mela sbucciata e il finocchio pulito, passare velocemente con un frullatore ad immersione fino ad arrivare ad una consistenza omogenea ma granulosa. Aggiungere un pizzico di sale, i semi di cumino e un filo di olio extra di oliva.

Disporre i filetti in una pirofila e cospargere con sale, prezzemolo e una spruzzatata di aceto di mele o succo di limone. Far riposare coperto per almeno 30min e servire accompagnato dalla crema di mele e finocchio.

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Vota per il “Blog dell’anno” di SQUISITO 2010

Scritto da mattop il 16 Mar 2010 | Eventi e riflessioni

vota al BlogCafè

Con orgoglio essenzalimentare partecipa quest’anno al concorso per eleggere il “Blog dell’anno” legato all’evento gastronomico Squisito 2010 che si terrà a San Patrignano dal 30 aprile al 3 maggio 2010.


“Blog dell’anno” di SQUISITO 2010: si vota fino al 4 aprile
In concorso sono ben 399 blog che si dividono in queste categorie:

- 50 nella categoria Chef
- 234 nella categoria Cucina  – essenzalimentare
- 62 nella categoria Fotografia – essenzalimentare
- 36 nella categoria giornalisti
- 17 nella categoria Vino.

- per votare occorre registrarsi in questa pagina di BlogCafè. Con il proprio indirizzo si potrà esprimere solo un voto per categoria

- le votazioni partono da ora fino al 4 aprile 2010, domenica di Pasqua. Durante l’evento fieristico Vinitaly a Verona nei primi giorni di aprile, saranno rivelati i tre finalisti per ogni categoria. Dopodiché nel corso del mese di aprile si potranno votare solo questi nominativi, per poi scoprire a Squisito, dal 30 aprile al 3 maggio, i vincitori.

Cosa state aspettando?
Click qui e votatemi nella categoria ricette e fotografia!

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Salmone ed erbette dolci

Scritto da mattop il 09 Mar 2010 | Crudo e vitale, Pesce

Il salmone selvaggio crudo è sicuramente una delle mie passioni, la freschezza e la consistenza della polpa sono senza eguali, il sapore mai anonimo è inconfondibile e la buona componente di grassi lo rende davvero gustoso. Se trovate del buon salmone selvaggio fresco sentirete subito la differenza con quello allevato, la consistenza è più compatta, il sapore più caratteristico e  il colore è meno intenso rispetto a quello allevato e nutrito con mangimi addizionati di coloranti.

La ricetta vuole del salmone insieme ad erbette appena scottate, abbinamento molto apprezzato anche se poco comune. Il dolce delle erbette si unisce piacevolmente e arrotonda il sapore del salmone crudo appena marinato con qualche goccia di limone.


Salmone con erbette dolci
Per 2 persone

- 400/500g di filetto di  salmone selvaggio freschissimo
- 200g di erbette
- 1 finocchio
- 1 limone
- Radicchio, lattuga o misticanza a piacere
- Sale quanto basta oppure Soyu (salsa di soia)

Pulire sotto l’acqua corrente le erbette e scottare in padella coperta con un pizzico di sale e pochissima acqua, la cottura deve essere breve per mantenere le foglie abbastanza elastiche. Togliere la pelle dal filetto di salmone  e togliere le lische con una pinzetta, per sfilarle basta passare la mano sulla parte mediana sollevandole delicatamente per individuarle. Con un coltello per sfilettare tagliare nel senso della lisca centrale delle fettine da circa 1,5 cm di spessore, arrotolare le erbette sui quadratini di salmone e aggiungere sale, aromi, qualche goccia di limone e olio evo a piacere. La salsa di soia è un ottimo condimento anche se esalta in modo diverso il sapore del pesce.

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Coste e caprino

Scritto da mattop il 15 Feb 2010 | Finger food, Formaggi crudi

E’ stato accertato che  il primo latte munto fu proprio quello di capra, prima ancora di quello di pecora. Probabilmente i primissimi formaggi erano proprio dei caprini e l’arte casearia è iniziata con l’usanza di far cagliare il latte per ottenere latticini più facilmente conservabili. Il successo del latte vaccino arriva in seguito e  si deve principalmente a motivi economici legati alla facilità di produrre grandi quantità di materia prima a costi più bassi.

I latticini di capra sono solitamente meglio tollerati anche da chi è allergico o intollerante alle proteine del latte vaccino, il latte di capra è caratterizzato dalla componente lipidica ricca da acidi grassi a catena corta e un elevato contenuto di CLA (acido linoleico coniugato), inoltre grazie alle ridotte dimensioni dei globuli di grasso  consentono una migliore digestione e assimilazione a livello intestinale.

Il  latte di capra si presta particolarmente alla produzione di formaggi freschi o poco stagioonati quasi sempre a pasta molle.  Qusi tutti i caprini freschi hanno il tipico odore di latte acido che ricorda lo yogurt, il sapore è leggermente acido e molto delicato con una picevole tendenza al dolce.
Ho trovato oggi questa ottima robilola di capra profumata e molto delicata, abbinamento ideale con delle verdure al vapore o delle cruditè cosparse da qualche aroma mediterraneo. Uno spunto interessante possono essere questi involtini di coste per del fingerfood o come primo assaggio delicato per una degustazione di formaggi di diversa stagionatura.


Involtini di coste e robiola di capra
Per 4 persone

- 300/400g di robiola di capra a latte crudo
- 400g di coste
- 10 olive nere in salamoia
- 1 cucchiaino di origano secco
- 1 cucchiaino di erba cipollina secca

Cuocere a vapore le coste per 5-10 min, le foglie devono rimanere verdi e non si devono sfaldare. Far raffreddare e asciugare con un canovaccio, tagliare il tronchetto di robiola in pezzetti di 2cm di spessore e arrotolare nelle foglie componenedo dei fagottini, fermare con uno stuzzicadenti e guarnire con olive kalamata, origano ed erba cipollina. Un filo d’olio extra di oliva può esaltare le note aromatiche del formaggio.

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